Trenitalia e le zecche: incredibile, ma vero

(i testi dei link offerti sono disponibili a richiesta, in caso di decadenza delle pagine a cui si rimanda)

Poteva essere una battuta, una cosa detta per scherzo o per ribadire il solito discorso che «una volta era tutta un'altra cosa...i treni arrivavano in orario...». Invece non è un caso isolato nonostante il fatto che anche l'ADN Kronos è prudente sulla notizia. Insomma, a quanto sembra una famiglia di zecche ha deciso di muoversi su alcuni convogli di trenitalia, magari apprezzandone la puntualità e la pulizia degli ambienti. Trenitalia, dal canto suo, definisce l'episodio come "grave e intollerabile" (...razzisti!) e assicura di aver disposto il raddoppio delle attività di vigilanza nei piazzali di parcheggio delle carrozze più soggette al fenomeno dell'intrusione di estranei (aiutatemi a capire: per "estranei" si intendono i corpi estranei, cioè le zecche, o gli extracomunitari che si infilano sui treni per cercare riparo? Perché in questo secondo caso viene un dubbio: vuoi vedere che è colpa degli extracomunitari...?, si, ma noi NON siamo razzisti, sono loro che vengono dal resto del mondo! n.d.r.) e l'accelerazione dei lavori di recinzione, il raddoppio delle frequenze degli interventi di disinfestazione nelle situazioni identificate a maggior rischio e l'accelerazione del processo di sostituzione delle carrozze da e per la Calabria.


2 Comments:
Ahah, caro Pasquale, quando ti ci metti sei veramente molto spiritoso!
Non ho particolari commenti da fare, solo un grande complimento che abbraccia il tuo modo di pubblicare articoli sul blog, in generale.
Sono sempre ricchi di link e riferimenti, ecco la Qualità che intendo sottolineare. Che sei bravo a scrivere l'ho già detto più volte e mi ripeto con la citazione, però il fatto di fornire Fonti con le quali "misurare" il tuo testo è segno di onestà intellettuale, oltre che di impegno.
Ti ringrazio davvero tanto per i tuoi complimenti. E' che era tanto che cercavo un modo di scrivere e comunicare così...Ho sempre creduto che la scrittura fosse il modo più rispettoso di comunicare: uno scrive quando gli pare, l'altro legge quando gli pare. Massima libertà. Però il gap tra quello che dicevo e la possibilità di documentare, non l'avevo mai colmato. Ora mi riesce e ne sono contento.
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